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Track #05 – Waiting for the night Track #05 – Waiting for the night La Vendetta è un piatto che va gustato caldo.

Aspetto che cali la notte, sapendo che ci salverà tutti.

È stato orribile e disgustoso.
Svilente, davvero svilente.
Come aveva osato?!
Come?! Eppure lo sapeva perfettamente che Kojiro Hyuga era suo territorio, che lo avrebbe difeso con tutte le armi a sua disposizione, fino alla morte, fino all’ultimo respiro.
Vedere Kojiro su quel campo, con quell’orrore che lo sfiorava, lo tentava...
Sentire le loro voci, i loro sussurri, le loro parole.
Sentire ciò che avevano fatto!
Il suo cuore di yaoista era stato strappato, reciso, violentato!
Il suo animo era straziato da quella indesiderata conoscenza.
Ma ci sarebbe stata la vendetta, ooohhh, se ci sarebbe stata!
Il sangue avrebbe impregnato il terreno, e avrebbe pulito la fragile anima del suo amato Kojiro, quant’è vero che il suo nome è Maki!
Quant’è vero che avevano stretto un patto, lei e lui.

[L’inquadratura si blocca. Il bianco occupa lo schermo. Flashback]

”Senti, tesoro mio adorato, tu puoi scrivere tutto ciò che desideri su di me, basta che rispetti il personaggio, capisci? Mi devi rispettare... non esigo tanto, solo di dare du’ calci al pallone, una casa onorevole per la mia famiglia, e una trombata ogni tanto!
Ma non basta il primo personaggio originale venuto, no no no! Sono di gusti delicati, io.
E non ridere, sai perfettamente che è così” aveva detto lui con la sua voce profonda e virile.
”Sì, Kojiro, lo so, lo so! Quindi con chi?” aveva risposto lei, brandendo penna gel e quadernetto per gli appunti.
”Beh, vediamo... innanzitutto con Maki. Mi piace Maki. So che alcuni hanno trasformato il suo personaggio. Gentaglia. Prima o poi compirò un attentato a casa loro e vediamo. Ma lo sai che è venuta qui in Italia e mi ha regalato un altro portafortuna? Spero prima o poi di poter ricambiare” sospiro.
”Kojiro, tesoro caro, lo so, non per niente mi chiamo Maki. Ora non ti distrarre e dimmi gli altri nominativi, e non dimenticare: io sono una yaoista.”
”Yaois... o cielo... quindi... oddio, mi metti in difficoltà.”
”Beh, decidi, o scegli tu, o scelgo io! Non so, magari vuoi Wolverine?”
”NO, no grazie, preferirei di no.
Dei nomi?
Così a freddo?
Ok, ok, calma... direi Ken, lo conosco da tanto, e poi Hikaru, anche con lui sono molto amico.”
”Solo loro due? Mi rendi il compito difficile... Wakabayashi non ti va bene? Spalle larghe, addominali scolpiti... cos’è quell’aria verdastra?”
”Ma... è... Wakabayashi!”
”Hyuga, quella voce stridula è completamente OOC, trattieniti!”
”O. MIO. DIO.”
”Pensa, potrebbe andarti peggio. Almeno io sono io e non ti darò un passato tragico. Non so, se lo preferisci a Genzo, posso fare in modo che quando eri bambino Kira ti ha stuprato, legato per una settimana e frustato a sangue.”
”Ma forse preferisco Genzo.
Sì, sì.
Genzo.
Spalle larghe.
Addominali scolpiti...”
[rumore di passi rapidi che si allontanano. Una porta viene aperta e il rumore di qualcuno che dà di stomaco. Acqua. I passi si riavvicinano.]
”Senti, Maki, per cortesia, Genzo, Hikaru, Ken e nessun altro, hai capito?
Il mio stomaco potrebbe non reggere a un altro colpo così.
E niente passato tragico, sono sfigato già di mio. Mio babbo m’è morto che stavo alle elementari, lavoro minorile che non si sa come i miei datori di lavoro non sono finiti in prigio-”
”Siano, Kojiro, siano!”
”Siano cosa?”
”Siano finiti! Il congiuntivo!”
”...
... il che?”
”Fa niente, continua.” Una battaglia persa. Vabbè era in Italia da poco. Non si poteva pretendere il congiuntivo.
”Dicevo, in prigione. Più il mister alcolizzato, il ruolo di eterno secondo e la mamma che si fa male sul lavoro. E tre fratelli. Credo che la mia dose di sfiga sia più che sufficente, no? Quindi niente tragedie, grazie. Anzi, se mi difendi ti pago una percentuale dei diritti di immagine, ok? Oh, e le altre di CT. Mi stavo dimenticando, meglio mettere le mani avanti. Al massimo Sanae. Lei l’ho almeno incontrata, anche se sinceramente non è la donna che fa per me. Blabla blablabla [...]
E quindi siamo d’accordo?”
”Perfetto. Io scrivo storie su di te, difendo la tua immagine nel fandom e tu mi paghi.”
”Perfetto, Maki-chan!”
”Perfetto, Hyuga!”

[Fine flashback]

Fin’ora era andata bene, alla fanciulla: aveva gambizzato una, pagato dei moderatori e fatto mettere degli avvisi, compiuto atti terroristici e difeso il Sacro Yaoi dagli aggressori. Fino a pochi giorni prima Kojiro era rimasto praticamente al riparo da ogni orrore fandomesco (se si escludono i precedenti di anni prima, ma non poteva prendere provvedimenti retroattivi), fino a che...
Fino a che...
Cielo...
Vance, Timothy Vance era andato da Lui, lo aveva toccato.
Un’altra fanwriter?
Maledizione, non era stata abbastanza attenta, e tutto perché progettava con Melantò l’invasione del fandom tramite slash, dannazione!
TIMOTHY VANCE!
L’ORRORE!!
E li aveva fatti andare a letto insieme!
Era un insulto.
Chi se ne frega di Hyuga, era stato un affronto al suo essere yaoista. Non si spreca un culo come quello di Kojiro con il primo sfigato che passa, soprattutto se in testa c’ha ‘na pantegana in testa. NO. ENNE O. Il fatto che il ragazzo poi l’avrebbe pagata era secondario.
Prima la Vendetta.
La Vendetta è un piatto che va gustato caldo.
Aveva parlato con Culo da Primo Premio nel pomeriggio, al solito caffè, sì, proprio lui, il Caffè al Confine. Dopotutto, lì era tutto permesso. Era il punto di accesso al Mondo delle Fanfic, lo snodo fra il mondo della Fantasia e quello Vero. Lui era rimasto disgustato da tutta quella storia. Poteva accettare di esser stato messo sotto da Genzo, dato che sapeva che sarebbe arrivato anche il suo turno, ma fare sesso con quel tizio? MAI. E poi da quando avevano contatti, loro due? No, non tornava. Queste yaoiste dell’ultima ora non avevano stile, lo diceva anche lui.
”Maki, questa storia è... io chiedo Vendetta. E poi... ma chi è Vance?! Cioè, mi spunta dal nulla così, mentre sono sul campo e... o mio dio... è come quando qualcuna voleva mettermi con Tsubasa. Sono stato male tre giorni al solo pensiero. Fortuna che ci sei tu a scrivere fanfic, altrimenti non so come sarei finito. Fra parentesi, quando ti decidi a scrivere ‘sta benedetta fanfic su me e Maki? Cioè, non su noi due” il ragazzo indica col dito la Scrittrice e lui stesso “ma su me e Akamine.”
”Tu non ti preoccupare, appena finisco Halo e i suoi spogliatoi”
”I cosa?”
”Niente, niente, dicevo, appena finisco Halo ne scrivo due, così sei felice e si ristabilisce l’Equilibrio, ok?”
”Bene, dicevo. Devi gambizzare quella lì. Ho trovato le sue tracce. È una scrittice che sembra bazzichi nella zona del Caffè Versante Romantico. Mi ha riferito Rock Lee che sta bazzicando nel fandom di Naruto.”
”Chi?”
”Rock Lee!
Quello di Naruto!”
”Quello di che?”
”Ma tu non la guardi la tv?”
”No.”
”Ah. Beh, comunque, queste sono le coordinate. L’ho fatta pedinare da Rock Lee stesso. Il metodo migliore è aspettarla al varco, di norma entra verso la Porta Sud, quindi occhi aperti e digita in fretta, ok?”

Queste le parole che si erano scambiati, sugellando il giuramento con la promessa che nella prossima fanfic Kojiro avrebbe dato il meglio di sè.

Erano passate già tre ore.
Mentre ascoltava vagamente la musica che proveniva dal Jukebox, aveva iniziato a stendere le note dell’Autrice, così, visto che  da qualche parte si deve iniziare. Poi aveva deciso il titolo, ma quello era semplice, in definitiva. Qualcosa che rispecchiasse la Storia, nient’altro.
Stava dunque aspettando che arrivasse la notte, poi avrebbe teso il suo agguato. Sarebbe stato improvviso e inaspettato. L’aveva già tranquillizzata, le aveva lasciato due parole nello spazio recensioni, false come le banconote da ventimila won che aveva visto quel mattino: “Sei brava, continua a scrivere”. Puah, la verità era un’altra: aveva chiamato su di lei la Vendetta della Yaoista. La tipa aveva infranto la Sacra Legge: solo gente esteticamente corretta nelle fanfic yaoi. E se proprio non ci riesci, cerca di abbellire il personaggio. Ma no, no, lei si era vantata di aver usato un cesso. L’avrebbe pagata per questo. A breve.
Dalle finestre, vedeva che nel Mondo delle Fanfic stavano calando le tenebre, proprio come aveva appena deciso.
Digitò rapida delle parole sul suo notebook, salvò, spense, chiuse il pc e lo mise nello zaino. Si avviò decisa verso la Porta Est, quella che dava sul mondo delle fanfiction, e una volta uscita controllò lo stato della lama.
Perfetta, come appena creata.
Si addentrò per le strade di EFPville, sapendo che, guidata dalla sua volontà, l’altra sarebbe apparsa. Era la sua storia, questa. Era onnipotente, MWAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!
Una volta giunta davanti alla Chattina del Fandom di CT, la vide. Aprì una query, in modo tale che nessuno potesse interromperla.
”Maki, ma che piacere! Come va?”
”Solarial, cara! Scusami, sono di corsa... sai, devo compiere una Vendetta...” disse con voce melliflua.
”Davvero? Contro chi?”
Affondò rapida la lama nel corpo dell’altra.
”Contro di te, mia cara!”
”Noooo!! Non puoi averlo fatto! Questa lama... è...”
”Sì, Solarial...
È la Lama della Tragggica Tragggedia... mi spiace, ma te la sei cercata...” La voce come una carezza “Non dovevi trattare Kojiro in quel modo, lo sapevi!”
”Ma tu... tu... mi hai recensita posit-“ un rantolo “NOOOOO! LEGATA AL LETTO DI KIRA NO!” i rantoli si susseguivano incessanti, mentre Maki-chan volgeva le spalle alla vittima, e se ne andava avvolta nel suo zainetto porta pc.
"ODDIO NO, NON VOGLIO ESSERE LA MARY SUE TRAGICA, NON VOGLIO! NO! IL PATRIGNO CHE MI FUSTIGA NO! ARGH! BASTA! CANDY CANDY E GEORGIE NO!" Le urla di Solarial erano strazianti, mentre viveva le tragedie che nelle varie nazioni avevano inflitto ai più disparati personaggi di CT e delle relative fanfiction.
Il cielo si riempì di nubi, iniziò a piovere, i lampi illuminarono la strada, facendo risaltare la sagoma della Mod.
“MWAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!” la sua risata malevola si spanse per il fandom di CT, a ricordare che lei era lì, e osservava.
Appena entrò nel Caffè, schioccò le dita e dal corpo di Solarial sparì la Lama della Tragggica Tragggedia.

“E tutto ciò che senti, è la tranquillità” queste le parole che fluttuarono nell’aria che circondava il corpo dell’impudente.

Maki-chan aveva atteso che la notte fosse scesa, e, come aveva immaginato, la notte avrebbe salvato il mondo delle fanfic. Forse solo quelle yaoi, ma che importava?

Note dell’Autrice.
Tutti voi vi chiederete se sono scema, ed in effetti la risposta è positiva.
E poi da dove è uscita una cosa come questa XD
Beh, è uscita dal rimembrare con Suinogiallo i bei vecchi tempi™. Si chiacchierava di quando le fanfic venivano scritte per puro divertimento e non per cercare il premio nobel o la perfezione linguistica da 10 e lode. È uscito il discorso I.A.C e di come noi IACers eravamo i personaggi delle nostre fanfic, oltre ad essere noi XD
E così ecco questa storia.
La prima qui su CT a fondere i mondi della fanfiction e quello reale, anche se nel fandom di lingua inglese è un genere parecchio diffuso ^_^ (non nel fandom CTesco, ma di sicuro di Buffy ed altri)
Per concludere, questo è un racconto altamente parodistico e null'altro.C'è una non troppo sottile presa per i fondelli delle storie tragiche, ma tanto tutti lo sanno come la penso in proposito XD
Comprese le mie amiche che le scrivono XD
È un racconto scritto per divertirmi e per divertire chi Sa.
La canzone del titolo e alcune frasi sono copyright dei Depeche Mode, per l'esattezza le traduzioni di
I'm waiting for the night to fall
I know that it will save us all

[...]
All that you feel
Is tranquillity

[...]
Been waiting for the night to fall
I knew that it would save us all


La fanfic è stata scritta per far capire a Solarial che non si scherza col fuoc...
Cioè, volevo dire, è stata scritta per partecipare al mio pseudo concorso "Violator"

La fanfic di Solarial che mi ha fatto urlare "VENDETTAAAAAA!!!" è questa




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